martedì, 07 novembre 2006

Ciclisti d'assalto

Il ciclismo l'ho sempre adorato. Da spettatore, quando Marco Pantani lo riempiva da spettacolo (perchè lui me ne ha fatto innamorare). E da praticante, da quando, finalmente, sono riuscito a comprarmi una bici da corsa. Adesso, l'Amatori Running Sele (http://ars.altervista.org), un'associazione sportiva caposelese, mi ha affidato questo compito:

http://ars.altervista.org/index.php?page=ciclismo

Dunque, appassionati di ciclismo (e non), d'ora in poi venite a leggermi. Cercherò di essere di vostro gradimento.

postato da: Enigmista05 alle ore 20:32 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 05 novembre 2006

Camorra e malavita

Su Il Barbiere della Sera (www.ilbarbieredellasera.it) ci scrivo spesso. E' un sito che mi piace perchè versatile, libero. E perchè ha lettori competenti, oltre che numerosi. Ci scrivo le mie opinioni. Questa è l'ultima:

http://www.ilbarbieredellasera.com/article.php?sid=16262

Andate a leggermi, qualora lo vogliate.

postato da: Enigmista05 alle ore 17:51 | Permalink | commenti
categoria:giornalismo
giovedì, 19 ottobre 2006

Finalmente ci sono, quanta pazienza e quanto tempo c è voluto per entrare ma c'è l ho fatta!

E' inutile scrivere grazie per il posto tanto è sempe poco inconfronto a quello che fai per me, è un periodo BUIO ma ne uscirò col tempo !

forse l unica cosa che possiamo fare per predirre il nostro futuro è INVENTARLO, perchè accadono cose intorno a te, che nn avresti mai pensato, per mille motivi, uno diverso dall altro ma con la stessa base AMORE e  FELICITA'.. che io porto sempre con me, tranne in qst periodo che ho smesso o meglio devo smettere d amare chi ho amato per tnt tempo e che ora nn lo merita più.. CAMBIAMO DISCORSO altrimenti divento paranoica e stupida!

sto blog vuole curato, e poi è troppo serio..

me lo insegni tu che nella vita c vuole allegria!!

postato da: Enigmista05 alle ore 13:22 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 13 ottobre 2006

Comproprietà

Nell'ultimo periodo della mia vita ce ne sono stati di momenti bui, cupi e difficili. Ma uno su tutti è stato molto bello, ben gradito, quasi capace di far dimenticare tutto il resto: l'aver conosciuto Giusy, una ragazza bella tanto dentro quanto fuori. E vi assicuro che è molto bella fuori. Perciò ho deciso, dato che non ho tutto il tempo per aggiornare questo blog e non ne ho nemmeno tutta la volontà, di affidare a Giusy la gestione, insieme a me, di questo spazio personale. Lei è ormai una fetta di me. E per questo, un mio spazio personale, è conseguentemente anche suo. Buona comproprietà tesoro. Ti voglio bene.

postato da: Enigmista05 alle ore 11:32 | Permalink | commenti
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domenica, 29 gennaio 2006

TVUMDB

E' nell'aria
ancora il tuo profumo
dolce caldo morbido
come questa sera
mentre tu
mentre tu
non ci sei più
E questa sera nel letto metterò
qualche coperta in più
perché se no avrò freddo
senza averti sempre
senza averti sempre addosso
e sarà triste lo so
ma la tristezza però
si può racchiudere
dentro una canzone
che canterò....
Ogni volta che avrò voglia
di parlarti
di tenerti
di toccarti
di sentirti ancora mia
...è stato splendido
...amarti
...senza averti sempre addosso
...dentro una canzone...

E quando un giorno t'incontrerò
magari per la strada
magari proprio sotto casa tua ehh!!!
ma guarda il caso però
guarda il destino splendido!!
crudele e splendido!!!!

E intanto i giorni passano
e i ricordi sbiadiscono
e le abitudini cambiano eh eh eh!!
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....
E' stato splendido.....

Vasco Rossi

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domenica, 22 gennaio 2006

L'inchiesta dentro la tossicodipendenza

Della cerchia della droga ho dovuto imparare a conoscerne i dettagli. Professionalmente, intendo. Ovviamente. Da quando ho scelto di fare il giornalista. Per adesso faccio il corrispondente da un paese e dal suo hinterland forse tra i più assaliti dal fenomeno della droga. Ne ho dovuto, e poi ne ho voluto imparare i dettagli. Anche per la mia passione per le inchieste. Quanto mi piacciono!

Successe tutto dopo che due ragazzi, nel novembre 2004, hanno spirato in una casa stretta e dimenticata, a Caposele, con la “polvere bianca” che oramai si era fermata insieme al sangue nelle vene. Uno di loro era un mio amico, un mio vicino di casa. Ovviamente dovetti seguire io il caso per il giornale. Oltre alla cronaca per il giorno seguente, lavorai, e lavoro tutt’oggi, per un ulteriore scopo ben preciso: capire cosa c’è dentro questo crucciante mondo della droga. Avevo voglia di scrivere, raccontare cosa c’è sotto, ma al contempo ne avevo paura, perché qui tutti mi conoscono. Comunque misi alle strette un tossicodipendente secolare di queste parti e lo feci parlare. Lui è un ragazzo buono, benevolo, che di rado saprebbe fare del male a qualcuno. Sa farlo solo a se stesso. E quante volte ognuno di noi ha cercato di aiutarlo. Lui è davvero una vittima della droga. Forse già morto, ma dentro. Basta quel suo aspetto trasandato, i suoi capelli che iniziano a tingersi di grigio nonostante la sua giovane età. Gli ricadono unti e scompigliati sulla fronte, sulle spalle. Nei giorni che seguirono il dramma dei due ragazzi, lo torchiai a carpire più verità possibili. Lui conosceva anche le due vittime, aveva condiviso con loro diverse iniezioni. Devo dire che me ne disse di verità, quasi tutte agghiaccianti. A partire dal rito della puntura fino ad arrivare alla collaborazione che c’è tra i tossicodipendenti durante le astinenze peggiori. Non sto qui a raccontarvele. Non è il posto opportuno.

Vi confesso che qualche mese fa, essendo in possesso di abbastanza informazioni sul mondo della droga, ed avendo buone fonti da poter intervistare, mi venne in mente di scriverne un libro. Forse lo scriverò, forse no. Ne ho sentite di storie di tossicodipendenti. Testimonianze di come si cade nella droga. Pochissime di come si esce. Speriamo di sentire sempre più quest’ultime. Speriamo, ragazzi.

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categoria:giornalismo, inchiesta, droga
lunedì, 09 gennaio 2006

Un sondaggio al feminino sacro 

Propongo un sondaggio, per capire e capirci, che deriva da esperienze ridicole e cruccianti capitatemi negli anni. Sì, perchè nei pochi anni della mia vita mi sono accorto che le donne per conquistarle non bisogna più corteggiarle, ma essattamente viceversa. Tutto è cambiato rispetto a 20, 30 anni fa. Sperando che mi stia sbagliando, chiamo in causa tutti voi lettori di questo blog. Vi prego di rispondere nello spazio dei commenti a questa importante questione:

Secondo voi, le donne del XXI secolo preferiscono la tipologia di ragazzi che le corteggiano, le dedicano attenzioni, tempo; oppure quelli snob, che le dedicano sporadicamente uno sguardo, un'attenzione, un briciolo di assenso?

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domenica, 01 gennaio 2006

A questo Capodanno, ad uno dei giorni più bui della mia vita

La vita non è qui sui trampoli di un bar
in questo venerdì che sporca la città
la vita non è qui da mezzanotte in poi
nei tacchi e nei vestiti
negli occhi insonnoliti di travestiti eroi
la vita non è un film di muscoli e robot
e il tempo speso qui è il tempo che non ho
la vita non è mia sperduta in questo Bronx
fra le canzoni e i guai in un'emorragia
di giorni da juke-box
la noia è come il blues ti fa pensare a dio
leggera come un gas che penetra il tuo io
la noia è nostalgia di un posto che non c'è
è voglia di andar via da tutti e anche da te
è la malinconoia che uccide a questa età
è il cuore che si scuoia cercando quel che ha già
e il cielo cade giù con la sua tenda buia
e non esisti più nella malinconoia.
La vita non è qui nell'ansia di allegria
che fa aspettare l'alba con questa nuova barba
del tempo che va via
è la malinconoia la guerra che c'è in me
questa mia triste gioia di avere perso te
e tu non sei più mia
e tu non hai l'idea di quanto amaro sia
mangiarsi l'orchidea della malinconoia
la vita non è qui fra cenere e caffè
in questo muto venerdì che strilla dentro me.
La vita non è qui
dove un ragazzo piange le sue lacrime
e le ingoia
in questo venerdì della malinconoia.
La vita non è qui
dove un ragazzo piange le lacrime
di questo mondo boia
in questo venerdì della malinconoia

Marco Masini

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giovedì, 29 dicembre 2005

Giorgio Gaber: perchè siete comunisti

Qualcuno era comunista perché era nato in Emilia.
Qualcuno era comunista perché il nonno, lo zio, il papà… la mamma no.
Qualcuno era comunista perché vedeva la Russia come una promessa, la Cina come una poesia, il comunismo come il Paradiso Terrestre.
Qualcuno era comunista perché si sentiva solo.
Qualcuno era comunista perché aveva avuto un’educazione troppo cattolica.
Qualcuno era comunista perché il cinema lo esigeva, il teatro lo esigeva, la pittura lo esigeva, la letteratura anche… lo esigevano tutti.
Qualcuno era comunista perché “La Storia è dalla nostra parte!”.
Qualcuno era comunista perché glielo avevano detto.
Qualcuno era comunista perché non gli avevano detto tutto.
Qualcuno era comunista perché prima era fascista.
Qualcuno era comunista perché aveva capito che la Russia andava piano ma lontano.
Qualcuno era comunista perché Berlinguer era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché Andreotti non era una brava persona.
Qualcuno era comunista perché era ricco ma amava il popolo.
Qualcuno era comunista perché beveva il vino e si commuoveva alle feste popolari.
Qualcuno era comunista perché era così ateo che aveva bisogno di un altro Dio.
Qualcuno era comunista perché era talmente affascinato dagli operai che voleva essere uno di loro.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di fare l’operaio.
Qualcuno era comunista perché voleva l’aumento di stipendio.
Qualcuno era comunista perché la borghesia il proletariato la lotta di classe. Facile no?
Qualcuno era comunista perché la rivoluzione oggi no, domani forse, ma dopo domani sicuramente…
Qualcuno era comunista perché “Viva Marx, viva Lenin, viva Mao Tse-Tung”.
Qualcuno era comunista per fare rabbia a suo padre.
Qualcuno era comunista perché guardava sempre Rai Tre.
Qualcuno era comunista per moda, qualcuno per principio, qualcuno per frustrazione.
Qualcuno era comunista perché voleva statalizzare tutto.
Qualcuno era comunista perché non conosceva gli impiegati statali, parastatali e affini.
Qualcuno era comunista perché aveva scambiato il “materialismo dialettico” per il “Vangelo secondo Lenin”.
Qualcuno era comunista perché era convinto d’avere dietro di sé la classe operaia.
Qualcuno era comunista perché era più comunista degli altri.
Qualcuno era comunista perché c’era il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista nonostante ci fosse il grande Partito Comunista.
Qualcuno era comunista perché non c’era niente di meglio.
Qualcuno era comunista perché abbiamo il peggiore Partito Socialista d’Europa.
Qualcuno era comunista perché lo Stato peggio che da noi solo l’Uganda.
Qualcuno era comunista perché non ne poteva più di quarant’anni di governi viscidi e ruffiani.
Qualcuno era comunista perché piazza Fontana, Brescia, la stazione di Bologna, l’Italicus, Ustica, eccetera, eccetera, eccetera.
Qualcuno era comunista perché chi era contro era comunista.
Qualcuno era comunista perché non sopportava più quella cosa sporca che ci ostiniamo a chiamare democrazia.
Qualcuno credeva di essere comunista e forse era qualcos’altro.
Qualcuno era comunista perché sognava una libertà diversa da quella americana.
Qualcuno era comunista perché pensava di poter essere vivo e felice solo se lo erano anche gli altri.
Qualcuno era comunista perché aveva bisogno di una spinta verso qualcosa di nuovo, perché era disposto a cambiare ogni giorno, perché sentiva la necessità di una morale diversa, perché forse era solo una forza, un volo, un sogno, era solo uno slancio, un desiderio di cambiare le cose, di cambiare la vita.
Qualcuno era comunista perché con accanto questo slancio ognuno era come più di se stesso, era come due persone in una. Da una parte la personale fatica quotidiana e dall’altra il senso di appartenenza a una razza che voleva spiccare il volo per cambiare veramente la vita.

Giorgio Gaber

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sabato, 24 dicembre 2005

Buon Natale

Anche se non mi conosci
e la mia lingua non capisci
oggi voglio scriverti, perché
questo vecchio mondo è guasto
e anche se non ti ho mai visto
io mi sento troppo uguale a te,
anche se siamo monete di valore
svalutate da una misera realtà,
siamo petali caduti in questa vita
dallo stesso fiore...
Se ogni tanto ti perdoni
e credi in altre religioni
o non hai trovato ancora Dio,
eppure lo bestemmi,
a volte con ferocia,
perché hai perso la fiducia,
ma il tuo sangue brucia come il mio,
anche se ti hanno convinto che l'amore
è la più bugiarda delle verità,
se sei ancora prigioniero di un errore
che ti ha fatto male...

Buon Natale,
sconosciuto fratello lontano,
ti auguro buon Natale
dal mio piccolo cielo italiano,
non odiare
chi ti vuole rubare il futuro,
rendi il bene per il male,
buon Natale!

Anche se la guerra è in onda
e tutto il mondo si circonda
di frontiere senza libertà,
anche se ai poveri
non restano che fame e trucchi,
avanzi dei paesi ricchi,
briciole di generosità,
un messaggio arriva ancora dalla gente
che ogni giorno aiuta chi non ce la fa,
per la vita che rinasce in una stalla
e un cuore universale...

Buon Natale, disarmato fratello lontano,
ti auguro buon Natale
e la luce di un campo di grano,
non farlo, non buttare
questo sogno a portata di mano
e, anche se spegni o cambierai canale,
buon Natale!

Anche senza un lavoro e senza dignità,
anche se sei imbottito di felicità,
se in questa notte, come per regalo,
ti ritrovi solo, dentro a un letto di ospedale,
buon Natale!
A un secolo che muore,
buon Natale!

Fratello non mollare mai, ma rincorri anche tu quella stella,
la vita è una grande mamma che ti culla,
col suo alito immortale
e un oceano d'amore.

Anche senza l'albero
e i pacchetti da scartare,
anche senza tutta
questa festa artificiale,
fosse, come gli altri giorni,
il giorno più banale...

Buon Natale!

 

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